Città del Vaticano - Una nota informativa riservata, datata 16 giugno e accompagnata dal calendario dettagliato dei lavori, è giunta in queste ore ai membri del Sacro Collegio. Si ribadisce la convocazione per il Concistoro straordinario, convocato da Leone XIV per il 26 e 27 giugno 2026, e se ne illustrano programma, metodo e - con insistenza non casuale - i vincoli di riservatezza.
Il documento muove da una premessa programmatica: fin dalla sua elezione, il Papa ha manifestato il desiderio di valorizzare «il patrimonio di esperienza e di saggezza» del Collegio. Le due giornate sono dunque concepite non come adunanza deliberativa, ma come tempo di confronto fraterno attorno ad alcune delle sfide che interpellano oggi la vita e la missione della Chiesa.
Le quattro sessioni
I lavori si articolano in quattro momenti principali, distribuiti tra l'Aula Paolo VI e l'Aula Nuova del Sinodo.
Venerdì 26 giugno si apre alle 7.30 con la Santa Messa nella Basilica di San Pietro, presieduta dallo stesso Leone XIV. Alle 9.30, dopo il Veni Creator e il saluto del cardinale decano Giovanni Battista Re, l'intervento introduttivo del Santo Padre apre la prima sessione, dedicata a una meditazione condivisa sulla situazione internazionale: In quale mondo siamo chiamati ad annunciare il Vangelo?. Nel pomeriggio, la seconda sessione - «La cultura della potenza e la civiltà dell'amore» - prende le mosse dal capitolo V dell'enciclica Magnifica humanitas (nn. 182-192).
Sabato 27 giugno, dopo la Messa presieduta dal cardinale Re, la terza sessione («Costruire nel bene: i cantieri del nostro tempo») torna sull'enciclica, questa volta a partire da Introduzione e Conclusione. La quarta sessione, nel pomeriggio e nell'Aula Nuova del Sinodo, è riservata all'aggiornamento Il cammino di attuazione del Sinodo, costruito sul documento Verso le Assemblee sinodali 2027-2028. Tappe, criteri e strumenti per la preparazione. Alle 17.30 è previsto il dialogo libero con il Santo Padre - interventi di non più di tre minuti - seguito dall'intervento conclusivo del Papa, dal Te Deum e da una cena con il Pontefice nell'Aula Paolo VI.
Le giornate sfociano, lunedì 29 giugno, nella Messa per la solennità dei Santi Pietro e Paolo, con il consueto raduno mattutino dei nuovi arcivescovi metropoliti nella Cappella di San Sebastiano.
La composizione dei gruppi e il metodo
Come già nel Concistoro di gennaio, i partecipanti sono suddivisi in due insiemi: nove gruppi di cardinali elettori «ordinari» (compresi i nunzi) e undici gruppi di cardinali della Curia romana e cardinali non elettori. Una ripartizione, spiega la nota, che risponde alla volontà del Papa di dare particolare spazio all'esperienza delle Chiese particolari e all'ascolto delle voci provenienti dalle diverse regioni del mondo.
Ogni gruppo ha un presidente e un segretario, e lavora secondo una metodologia in tre fasi: interventi personali (massimo tre minuti), un secondo giro di «ascolto condiviso» (due minuti, senza nuove proposte) e la stesura collettiva di una relazione finale. Il presidente è tenuto a un'applicazione rigorosa dei tempi, «anche a rischio di apparente scortesia». Le relazioni vanno trasmesse a un indirizzo dedicato, mentre per le comunicazioni riservate al solo Pontefice è previsto un secondo recapito: caselle che la nota definisce «strettamente confidenziali», abilitate a ricevere soltanto dagli indirizzi privati che ciascun cardinale ha comunicato personalmente.
L'insistenza sulla riservatezza
Il documento è esplicitamente marcato come confidenziale e si chiude con una raccomandazione netta: mantenere il riserbo sui lavori e non rilasciare dichiarazioni alla stampa durante lo svolgimento del Concistoro, rinviando ogni comunicazione alla conferenza stampa conclusiva. Ai padri si chiede inoltre di non rivelare l'attribuzione dei singoli interventi.