Città del Vaticano – «Il Vangelo è ben più di un libro: è la persona stessa di Cristo, buona notizia per un’umanità confusa, illusa, delusa da molti mali. Egli sazia la nostra sete di giustizia e di verità e ci infonde il coraggio di perseverare nel bene e di metterci a servizio del prossimo, in prima persona». Con queste parole Leone XIV ha accolto, questa mattina, nell'Aula Paolo VI, i membri dell'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici (FSE), riuniti per celebrare il cinquantesimo anniversario della fondazione dell'Associazione.
Chi sono gli Scout d'Europa
Nata il 14 aprile 1976, quando una dozzina di capi romani registrarono l'atto fondativo presso un notaio della capitale, l'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici conta oggi circa ventimila soci distribuiti in ventisei Paesi. Radicata nel carisma educativo di Baden-Powell e nella tradizione dello scautismo cattolico italiano, l'FSE si distingue per la scelta dell'intereducazione: percorsi paralleli e distinti per ragazzi e ragazze, organizzati in branche maschili - Lupetti, Esploratori, Rover - e femminili - Coccinelle, Guide, Scolte. Il metodo si fonda sull'«imparare facendo», privilegia la vita all'aria aperta, la vita di piccola comunità e lo spirito di servizio, il tutto inserito in una cornice esplicitamente cristiana e di promozione dell'umanesimo europeo.

Il discorso del Papa
Leone XIV ha aperto il suo discorso richiamando il motto scelto dall'Associazione per il giubileo: «Se piace a Dio, per sempre!». Sottolineando la coincidenza con il tempo pasquale appena trascorso, il Pontefice ha augurato all'Associazione di vivere questa ricorrenza come «una nuova Pentecoste», invocando che «lo Spirito Santo scenda su ciascuno di voi, come ha fatto con gli Apostoli riuniti nel cenacolo».
Al centro del discorso, l'invito pressante alla fedeltà alla Scrittura come bussola dell'azione educativa. Riprendendo le parole del suo predecessore, Leone XIV ha esortato i capi: «Vi invito a tenere sempre con voi, come vostro navigatore, il Vangelo - vera mappa della vita - e ad aprirlo ogni giorno». Ma ha subito precisato: «Il Vangelo è ben più di un libro: è la persona stessa di Cristo, buona notizia per un'umanità confusa, illusa, delusa da molti mali».
Rivolto ai capi-scout, il Papa ha posto l'accento sul valore testimoniale della coerenza personale: «La coerenza della vostra vita e la maturità delle vostre scelte sono ai loro occhi un esempio molto importante che li aiuta a crescere». E ha indicato la direzione concreta di tale testimonianza: «Vivete la bellezza della fede nei gesti quotidiani e nella preghiera condivisa, nei Sacramenti e nel discernimento della vocazione di ciascuno: rispondete con generosità all'appello di Cristo, che vi invita a salire in cima, a prendere il largo, a percorrere insieme il sentiero della virtù».
Leone XIV ha quindi valorizzato la specificità pedagogica dell'intereducazione, giudicando la scelta di «educare in distinte sezioni maschili e femminili» come una dinamica «propedeutica all'incontro autentico e consapevole con l'altro, che può favorire la reciproca maturazione».
Sul piano del servizio, cuore metodologico del pensiero di Baden-Powell, il Pontefice ha offerto una lettura teologica: «Vissuto nella fede, il servizio ci libera dalla tendenza a essere centrati su noi stessi, indifferenti e chiusi, aprendoci all'esperienza della comunità e al senso della responsabilità: dalle piccole cose fatte bene fino alla cura vicendevole».
Ha concluso con un auspicio sull'identità europea dell'Associazione, apprezzandone la scelta di «coltivare la dimensione dell'europeismo, non a livello politico, ma culturale, rinnovando l'impegno a costruire un'Europa dei popoli, non solo degli affari, unita dai più alti valori dell'umanesimo cristiano».
d.E.R.
Silere non possum