Nell'ambito del processo sinodale 2021-2024, è stato reso pubblico il Rapporto finale della prima parte del Gruppo di Studio n. 7, dedicato alle procedure di selezione dei candidati all'episcopato. Il documento dà seguito a una specifica richiesta contenuta nella Relazione di Sintesi della Prima Sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che chiedeva una verifica dei criteri vigenti, un riequilibrio tra l'autorità del Nunzio Apostolico e la partecipazione della Conferenza Episcopale, e un ampliamento della consultazione del Popolo di Dio.
Il rapporto è articolato in dieci punti e riguarda la Chiesa Cattolica di rito latino, pur ipotizzando possibili applicazioni, mutatis mutandis, anche per le Chiese Orientali Cattoliche. Le proposte coprono tutte le fasi del processo: dal profilo richiesto al vescovo e al nunzio, al discernimento della Chiesa locale e dei vescovi del territorio, alla costituzione di un Comitato diocesano in occasione dell'avvicendamento, fino alle procedure dei Dicasteri della Curia Romana e ai meccanismi di valutazione successiva.
Tra gli elementi introdotti figurano: il coinvolgimento del Consiglio presbiterale e del Consiglio pastorale diocesano nella formulazione di pareri scritti, la creazione di un Comitato per la provvista della sede composto da presbiteri, consacrati e laici, l'indicazione di consultare un numero di informatori rappresentativo della varietà del Popolo di Dio (con presenza adeguata di donne, giovani, poveri e minoranze), la redazione triennale da parte di ogni vescovo di un elenco di possibili informatori, e la previsione di una commissione ecclesiastica indipendente per la valutazione periodica del processo.
Il testo si presenta come un insieme di criteri guida da contestualizzare secondo le diverse realtà locali, e prevede che i relativi canoni del Codice di Diritto Canonico e del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali siano adattati di conseguenza.