Diocesi di Gorizia

Città del Vaticano - Il Santo Padre Leone XIV ha nominato questa mattina Arcivescovo Metropolita di Gorizia S.E.R. Mons. Giampaolo Dianin, trasferendolo dalla Diocesi di Chioggia, che ha guidato dal gennaio 2022. La nomina chiude un periodo di sede vacante durato alcuni mesi e segna un nuovo capitolo per l'arcidiocesi friulana.

Il profilo del nuovo arcivescovo

S.E.R. Mons. Giampaolo Dianin è nato il 29 ottobre 1962 a Teolo, nella provincia e Diocesi di Padova. Dopo aver frequentato il Seminario di Padova, ha conseguito il Dottorato in Teologia Morale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale il 7 giugno 1987. Nel corso del suo ministero presbiterale ha ricoperto numerosi incarichi di natura accademica e pastorale. È stato docente di Morale familiare presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, sezione di Padova, dal 1991, e successivamente nella Facoltà Teologica del Triveneto; docente di Morale fondamentale e Morale Sociale presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Padova dal 1995 al 2002; e docente di Pastorale familiare presso il Biennio di Licenza in Teologia Pastorale a Padova dal 2003. Sul versante pastorale, è stato direttore dell'Ufficio Famiglia della Diocesi di Padova dal 1992 al 2000, coordinatore della Commissione famiglia della Regione Ecclesiastica Triveneta dal 1999 al 2001 e assistente unitario dell'Azione Cattolica di Padova dal 2000 al 2007. Successivamente è stato delegato vescovile per il Diaconato permanente (2009-2012) e coordinatore della Commissione Triveneta per i Seminari (2012-2018). Ha inoltre prestato servizio come cooperatore nella Parrocchia di Mestrino e come Rettore del Seminario Maggiore di Padova, oltre a essere membro del Consiglio Pastorale Diocesano, del Consiglio presbiterale e del Collegio dei Consultori. Nominato Vescovo di Chioggia da papa Francesco il 3 novembre 2021, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 16 gennaio 2022 nella cattedrale di Padova, per imposizione delle mani del vescovo Claudio Cipolla. In seno alla Conferenza Episcopale Italiana è attualmente Delegato per i Seminari d'Italia e, all'interno della Conferenza Episcopale Regionale del Triveneto, ricopre l'incarico di Delegato per il clero e i Seminari.

Una successione attesa: dopo la chiamata di Redaelli a Roma

La nomina giunge dopo il trasferimento del predecessore, S.E.R. Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, che il 22 gennaio 2026 è stato chiamato da Papa Leone XIV a Roma come Segretario del Dicastero per il clero, nell'ambito di un più ampio riassetto della Curia Romana avviato dal pontefice statunitense. Redaelli, che guidava l'arcidiocesi dal 2012, ha lasciato la sede goriziana vacante.

L'arcidiocesi di Gorizia: un territorio di frontiera

L'arcidiocesi di Gorizia è una sede metropolitana appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto. Comprende l'ex provincia di Gorizia, dodici comuni della Bassa friulana orientale e due comuni dell'ex provincia di Trieste, per una superficie complessiva di 1.030 km². Il territorio è suddiviso in 90 parrocchie raccolte in cinque decanati: Aquileia-Cervignano del Friuli-Visco, Gorizia, Gradisca d'Isonzo-Cormons, Monfalcone-Ronchi dei Legionari-Duino e Sant'Andrea. Secondo i dati dell'Annuario Pontificio 2024, nel 2023 l'arcidiocesi contava 167.725 battezzati su 182.029 abitanti, pari al 92,1% della popolazione. Il presbiterio è composto da 87 sacerdoti - 69 secolari e 18 regolari - affiancati da 11 diaconi permanenti, 28 religiosi e 93 religiose. La sede arcivescovile si trova nella città di Gorizia, dove sorge la cattedrale metropolitana dei Santi Ilario e Taziano. Nel territorio dell'arcidiocesi insistono inoltre tre ex cattedrali di grande valore storico e simbolico: la basilica di Santa Maria Assunta ad Aquileia, sede del soppresso patriarcato di Aquileia; la basilica di Sant'Eufemia a Grado, sede del patriarcato di Grado; e il duomo dei Santi Pietro e Paolo, già cattedrale della soppressa diocesi di Gradisca. A Monfalcone si trova la basilica minore di Sant'Ambrogio. Santi patroni dell'arcidiocesi sono i martiri Ermagora e Fortunato.

Una storia plurisecolare

L'arcidiocesi fu eretta il 6 luglio 1751 con la bolla Iniuncta nobis di papa Benedetto XIV, che ratificava un accordo tra i governi austriaco e veneziano per la soppressione dell'antico patriarcato di Aquileia e la sua divisione in due nuove circoscrizioni: l'arcidiocesi di Udine, per i territori della Serenissima, e quella di Gorizia, per le terre asburgiche. Nel 1766 l'imperatore Giuseppe II concesse all'arcivescovo di Gorizia il titolo di principe del Sacro Romano Impero, in memoria degli antichi fasti patriarcali. La sede metropolitana ebbe però vita travagliata: soppressa da Pio VI nel 1788, fu ricostituita come diocesi di Gorizia e Gradisca nel 1791 e infine restaurata nella sua dignità arcivescovile e metropolitica da Pio VIII nel 1830. Al termine delle due guerre mondiali l'arcidiocesi fu profondamente ridisegnata dai mutamenti dei confini di Stato: oggi la sua provincia ecclesiastica comprende, oltre alla sede metropolitana di Gorizia, la sola diocesi suffraganea di Trieste. Il nome attuale risale al decreto Cum procedere del 30 settembre 1986. L'arcidiocesi ha ricevuto le visite pastorali di Giovanni Paolo II nel 1990, di Benedetto XVI nel 2011 e di Francesco nel 2014.

p.M.F.
Silere non possum

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