Città del Vaticano - Il Granduca Guillaume V di Lussemburgo e la Granduchessa Stéphanie sono stati ricevuti questa mattina in udienza da Papa Leone XIV, accompagnati dai figli, i principi Charles e François, per una visita di cortesia. Successivamente le Loro Altezze hanno incontrato in Segreteria di Stato il cardinale Pietro Parolin; era presente anche Xavier Bettel, vice primo ministro del Lussemburgo.

La tappa vaticana è il quarto viaggio di cortesia del nuovo Granduca, dopo le visite in Belgio, Germania e Paesi Bassi. La Granduchessa Stéphanie Marie Claudine Christine, tra le poche consorti ammesse al privilegio del bianco, ha scelto di attenersi al protocollo indossando il bianco alla presenza del Santo Padre.

Il Granducato di Lussemburgo

Il Granducato di Lussemburgo è una monarchia costituzionale ed è l’unico Stato al mondo retto da un Granduca. La sua storia politica si intreccia con quella dell’Europa centrale e occidentale: l’inizio simbolico viene fatto risalire al 963, quando il conte Sigfrido scambiò con l’abbazia di San Massimino a Treviri il promontorio del Bock, dove fece costruire un castello attorno al quale si sviluppò una città-fortezza. Nel 1354 la contea venne elevata a ducato del Sacro Romano Impero; dopo l’estinzione della dinastia dei conti (1443), il territorio passò prima nello Stato borgognone e poi agli Asburgo di Spagna, con una parentesi di annessione francese nel 1684 sotto Luigi XIV.

Il Congresso di Vienna del 1815 ricreò lo Stato del Lussemburgo, ma sotto il controllo del Regno dei Paesi Bassi. L’indipendenza arrivò nel 1839, con una perdita territoriale a favore del Belgio; nel 1890, con il passaggio alla Casa di Nassau-Weilburg, Lussemburgo e Paesi Bassi ebbero sovrani distinti. Nel Novecento, l’occupazione nazista del maggio 1940 violò la neutralità del Granducato; il Paese fu liberato dagli Alleati nel settembre 1944 e visse poi la rioccupazione durante la controffensiva delle Ardenne. Nel dopoguerra aderì al Benelux (1944) e partecipò ai processi di integrazione europea: nel 1952 la città di Lussemburgo divenne sede della CECA e nel 1957 il Paese fu membro fondatore della CEE.







La Chiesa Cattolica in Lussemburgo

In questo quadro istituzionale, la Chiesa cattolica ha storicamente rappresentato un riferimento sociale e identitario rilevante. Le stime riportate indicano una popolazione a maggioranza cattolica con la famiglia granducale inclusa.  Un elemento distintivo della vita religiosa locale è la devozione mariana espressa nella celebrazione dell’“Octave” (Muttergottesoktav), considerata una delle principali ricorrenze annuali del Paese: si svolge dalla terza alla quinta domenica dopo Pasqua e culmina con la processione dell’Ottava. La celebrazione è legata al culto della Madonna del Lussemburgo, indicata come “Maria Mutter Jesu, Consolatrix Afflictorum” e patrona della città e della patria. In un Paese ponte tra culture e lingue - lussemburghese, francese e tedesco sono riconosciute come lingue ufficiali - questa tradizione religiosa continua a rappresentare un punto di coesione comunitaria e di memoria collettiva.

Rapporti solidi e cammino comune

La visita in Vaticano si inserisce in un quadro di relazioni istituzionali consolidate tra il Granducato di Lussemburgo e la Santa Sede, che conservano un chiaro valore simbolico e diplomatico. In un Paese che ha progressivamente rafforzato il proprio profilo internazionale, anche attraverso l’integrazione europea e la presenza stabile di istituzioni dell’Unione nella capitale, questi incontri di cortesia confermano una linea di continuità istituzionale e di attenzione al dialogo con il centro della cattolicità, in una nazione in cui la dimensione religiosa resta parte integrante della storia nazionale e delle tradizioni pubbliche. Il comunicato della Santa Sede consente di cogliere il contenuto concreto dell’incontro: nei cordiali colloqui in Segreteria di Stato è stata ribadita la qualità delle buone relazioni bilaterali e del rapporto tra Chiesa e Stato, con un confronto su temi di interesse comune quali la coesione sociale, l’educazione dei giovani e la tutela della dignità della vita e della persona umana. Lo scambio si è poi esteso ai principali nodi dell’attualità internazionale, con una particolare attenzione al contesto europeo, confermando come la visita non sia stata soltanto formale, ma inserita in un dialogo più ampio sulle sfide politiche, sociali e culturali che attraversano oggi l’Europa.

Marco Felipe Perfetti
Silere non possum