Diocesi di New York

New York - «Gesù tiene già il mondo. E, confidando in Lui, sappiamo che terrà anche noi». Nell’omelia del Vespro solenne, nel pomeriggio di giovedì 5 febbraio nella Cattedrale di San Patrizio, S.E.R. mons. Ronald A. Hicks ha posto questa consegna spirituale al centro della sua predicazione alla vigilia della presa di possesso canonica. L’insediamento è previsto per venerdì 6 febbraio 2026 alle ore 14 (le 20 nello Stato della Città del Vaticano).

Il nuovo Arcivescovo metropolita - il quale sarà l’«undicesimo vescovo dell’Arcidiocesi di New York» - ha voluto leggere l’inizio del ministero come un atto di fiducia condivisa più che come un’esibizione di forza: «Siamo qui questa sera per pregare… insieme», ha detto, chiedendo a Dio di benedire lui e l’intera Arcidiocesi mentre «compiamo questi prossimi passi… insieme». La “mappa” indicata da Hicks è stata esplicita: «confidare in Dio», «abbandonarmi a Lui», «unire il mio cuore al Cuore di Gesù» e «cercare ogni giorno, nella preghiera, la volontà del Padre», circondato da persone «buone e fedeli» con cui servire nel ministero. Anche il modo di raccontare le emozioni di queste settimane è rimasto volutamente sobrio: alle domande su entusiasmo, ansia, serenità, la risposta è stata una sola, ripetuta: «Sì». La chiamata a guidare “porta con sé grandi responsabilità e doni bellissimi”, insieme a “complessità” e “sfide serie”, ma anche “gioia, bontà e benedizione”. Il cuore dell’omelia si è concentrato su un’immagine concreta, legata proprio alla nuova città in cui è stato chiamato. Hicks ha evocato la statua di Atlante di fronte alla cattedrale: un gigante che regge il mondo sulle spalle, piegato dallo sforzo. Poi ha invitato a “cambiare prospettiva” attraversando la strada ed entrando nella casa di Dio: varcate le porte di San Patrizio, tra i “nuovi murales” del nartece dedicati a immigrati, santi di New York, figure significative e soccorritori, si arriva all’altare; dietro, una piccola statua di Cristo che tiene il mondo “nel palmo della mano”, “con facilità, con gioia”, senza essere schiacciato dal peso. Il messaggio del presule è chiaro: la fede libera dall’illusione di dover reggere tutto da soli e orienta a consegnare a Cristo “sfide e complessità”, con “autorità, verità, amore e misericordia divina”.

Da qui l’appello ai fedeli: seguire la volontà di Dio come “cammino di fiducia”, guardando alla Vergine Maria come esempio di un “sì” che attraversa l’intera vita, anche nei momenti di dolore e incertezza. In questa linea, l’Arcivescovo eletto ha chiesto “umilmente” preghiere per sé, promettendo di pregare per il popolo dell’Arcidiocesi “per tutti i giorni della mia vita”, e ha chiuso con le parole di santa Teresa d’Avila: «Nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Solo Dio basta».

Il nuovo Arcivescovo di New York

La biografia di mons. Hicks mostra un profilo maturato a lungo nella formazione e nella responsabilità di governo. Nato a Harvey (Illinois) il 4 agosto 1967, ha seguito il percorso seminaristico a Chicago, conseguendo un Bachelor of Arts in filosofia alla Loyola University di Chicago; ha poi dedicato un anno come volontario alla fondazione Nuestros Pequeños Hermanos, al servizio di orfani e bambini abbandonati. Ha completato gli studi ecclesiastici alla University of Saint Mary of the Lake Seminary (Master of Divinity) e nel 2003 ha ottenuto il dottorato. Ordinato sacerdote il 21 maggio 1994 dal card. Joseph Louis Bernardin per l’arcidiocesi di Chicago, è stato vicario parrocchiale, quindi decano della formazione al Saint Joseph College Seminary; ha guidato come direttore regionale Nuestros Pequeños Hermanos in Messico e in El Salvador; ed è diventato vicario generale dal 1º gennaio 2015.

Papa Francesco lo ha nominato vescovo ausiliare di Chicago e titolare di Munaziana il 3 luglio 2018; ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 17 settembre 2018 dal card. Blase Joseph Cupich. Nel luglio 2020 è stato nominato vescovo di Joliet, prendendo possesso della diocesi il 29 settembre. Il 18 dicembre 2025 papa Leone XIV lo ha promosso Arcivescovo metropolita di New York. Oltre all’inglese, parla lo spagnolo, elemento che torna anche nella predicazione del Vespro, segnata da saluti e passaggi bilingui. Con la presa di possesso canonica del 6 febbraio si aprirà formalmente il nuovo ministero di governo pastorale; contestualmente, l’Amministratore Apostolico, il cardinale Timothy Michael Dolan, cesserà i suoi incarichi e assumerà il titolo di Arcivescovo emerito. 

fr. M.V.
Silere non possum