«Quando partecipiamo all'Eucaristia siamo invitati ad ascoltare la Parola di Dio e a nutrirci alla mensa del Signore, dove Lui stesso si offre al Padre». Il Santo Padre Leone XIV ha riassunto così, questa mattina in Piazza San Pietro, il cuore della sua catechesi, riprendendo il passo di Sant'Agostino che ai nuovi battezzati ripeteva: «Siate ciò che vedete, e ricevete ciò che siete».
L'Udienza Generale si è svolta, come di consueto, alle 10 e ha visto il Pontefice riprendere il ciclo di catechesi su «I Documenti del Concilio Vaticano II», incentrando la meditazione sulla Costituzione Sacrosanctum Concilium e sul mistero eucaristico. Si tratta della quarta catechesi dedicata alla Costituzione conciliare sulla sacra liturgia, ripresa dopo la pausa segnata dal viaggio apostolico in Spagna. È con accenti agostiniani, ha osservato il Papa, che la Costituzione sulla Liturgia parla dell'Eucaristia, subito dopo aver rievocato l'Ultima Cena. Prendere parte alla mensa del Signore significa lasciarsi formare dalla Parola di Dio, ristorarsi alla mensa del Corpo del Signore e rendere grazie. È ricevendolo nella sua Parola e nell'Eucaristia che i cristiani diventano ciò che ricevono: il Corpo di cui il Capo è il Cristo risorto. In questa prospettiva l'Eucaristia è il sacramento del Regno che viene, il Pane del cammino che conduce verso la Patria celeste.
Prevost ha poi sottolineato la dimensione sacrificale e comunitaria della celebrazione. L'assemblea liturgica offre il Sacrificio non solo per le mani del sacerdote, ma anche unita a lui; per questo l'Eucaristia è la forma del sacrificio spirituale dei cristiani, via dell'unione con Dio e dell'unione reciproca. Partecipandovi, ha detto il Papa, i fedeli imparano a offrire sé stessi e, di giorno in giorno, a lasciarsi consumare nell'unità con Dio e tra di loro. Incorporandoci a Cristo, l'Eucaristia insegna ad adottare lo stile di vita del Signore, contrassegnato dal dono gratuito di sé: un dono che introduce nella dinamica dell'unità e che offre «un potente antidoto ai fermenti di divisione» che minano il mondo, le comunità, le famiglie e il cuore di ciascuno.
Leone XIV ha quindi richiamato il legame inscindibile tra le due parti della Messa, la Liturgia della Parola e la Liturgia eucaristica, così strettamente congiunte da formare un unico atto di culto. Riguardo alla Parola, ha precisato che non si tratta di acquisire un sapere intellettuale sulle Scritture, ma di accogliere una Parola viva ed efficace, che nutre insieme al Pane eucaristico e fa passare dalla decadenza del peccato alla vita nuova in Cristo.
Il Papa ha infine richiamato la richiesta conciliare di aprire più largamente i tesori della Bibbia, tradotta dalla riforma liturgica nel Lezionario, attinto «alla fonte più pura della Tradizione vivente», capace di coniugare la fedeltà alla tradizione con l'apertura a un legittimo progresso. Un riferimento, quello al grande fiume della Tradizione che dai Padri giunge fino a noi, che intesse l'inizio del capitolo II della Costituzione. Al termine, nei saluti finali, il Santo Padre ha rivolto un pensiero alle numerose parrocchie presenti nonostante il caldo, ai membri della Fondazione Rubes Triva e ai partecipanti al Festival Internazionale della Salute e Sicurezza sul Lavoro, oltre a diversi sacerdoti. Ricordando che oggi ricorre la Solennità della natività di San Giovanni Battista, ha esortato i giovani, i malati e gli sposi novelli a riscoprire la propria vocazione battesimale per essere annunciatori lieti del Regno di Dio.