Diocesi di Treviso

Treviso - Due seminaristi riceveranno i ministeri nel cammino verso l’ordinazione presbiterale giovedì 19 marzo, alle 19, durante la Santa Messa presieduta dal vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, nella Chiesa dell’Immacolata presso il Seminario di Treviso.

Nel corso della liturgia Riccardo Perizzolo, 32 anni, originario della parrocchia di Castelcucco e attualmente in servizio pastorale nelle parrocchie di Quinto di Treviso e Santa Cristina, sarà istituito accolito Gianmarco Mason, 24 anni, originario della parrocchia di Trebaseleghe e in servizio pastorale nella parrocchia di Castello di Godego, riceverà invece il ministero del lettorato.

Cosa sono i ministeri dell’accolitato e lettorato?

Nel motu proprio Ministeria quaedam (Paolo VI, 15 agosto 1972) il lettorato e l’accolitato vengono inquadrati come ministeri (non più “ordini minori”), affidabili anche ai laici, e ricondotti a due ambiti centrali della vita liturgica: il servizio della Parola e il servizio dell’Altare.

Il lettore ha il compito di leggere la Parola di Dio nell’assemblea liturgica. In concreto, al lettore spetta proclamare le letture della Sacra Scrittura (con esclusione del Vangelo); in mancanza del salmista può recitare il salmo interlezionale; quando non sono disponibili diacono o cantore può enunciare le intenzioni della preghiera universale; può inoltre dirigere il canto, guidare la partecipazione dei fedeli e contribuire all’istruzione del popolo per una ricezione degna dei sacramenti. Inoltre, il lettore è chiamato a meditare assiduamente la Scrittura, per svolgere l’ufficio con maggiore dignità e maturare un amore vivo per la Parola.

Il ministero dell’accolito è un servizio all’altare: l’accolito è istituito per aiutare il diacono e fare da ministro al sacerdote, soprattutto nella celebrazione della Santa Messa. In condizioni straordinarie può distribuire la Santa Comunione come ministro straordinario (quando i ministri ordinari mancano o sono impediti, oppure quando l’afflusso dei fedeli renderebbe la celebrazione eccessivamente lunga). Nelle medesime circostanze può essere incaricato di esporre il Santissimo Sacramento all’adorazione e riporlo, senza impartire la benedizione eucaristica. San Paolo VI ricordava che l’accolito, “destinato in modo speciale” all’altare, deve conoscere il culto pubblico e comprenderne il significato interiore e spirituale, vivendo l’Eucaristia con pietà crescente e con attenzione concreta al popolo di Dio, in particolare a deboli e malati. Ministeria quaedam stabilisce che i candidati al diaconato e al sacerdozio debbano ricevere lettorato e accolitato ed esercitarli per un conveniente periodo di tempo, per disporsi ai futuri servizi della Parola e dell’Altare. 

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