Città del Vaticano – Questa mattina Leone XIV ha provveduto a un’altra nomina all’interno della Curia Romana. Si tratta di una nomina importante, essenziale soprattutto in una Curia che sta tornando a funzionare, a lavorare e a svolgere un ruolo reale nel governo della Chiesa.
Come è noto, infatti, al di là della scelta di Francesco di trasformare con Praedicate Evangelium il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi in Dicastero, questo organismo non è mai stato realmente ascoltato e le decisioni venivano assunte senza una vera consultazione del prefetto Filippo Iannone. Da una parte, quindi, Francesco ha continuato a riformare; dall’altra, però, l’organismo competente in materia non veniva coinvolto. Leone XIV, come abbiamo già osservato più volte, non intende governare in questo modo. Vuole che ogni organismo collabori al governo della Chiesa con uno spirito realmente sinodale e, soprattutto, vuole che ogni persona chiamata a ricoprire un incarico nella Curia possieda le competenze necessarie per stare nel posto che le viene affidato. È in questa linea che questa mattina Prevost ha scelto di nominare il nuovo Prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi, scegliendo, naturalmente, un canonista competente.
Un nuovo prefetto, un nuovo Dicastero
La scelta è ricaduta su un uomo gentile, disponibile all’ascolto e dotato di solida competenza. Un profilo che in Australia lascerà certamente un vuoto. Si tratta di S.E.R. Mons. Anthony Randazzo, vescovo di Broken Bay dal 2019, presidente della Federazione delle Conferenze dei Vescovi Cattolici dell’Oceania dal 2023 e attualmente anche amministratore apostolico di Nostra Signora della Croce del Sud, l’ordinariato voluto da Benedetto XVI con la costituzione apostolica Anglicanorum coetibus per accompagnare fedeli e sacerdoti provenienti dall’anglicanesimo e rientrati in piena comunione con Roma. Leone gli ha comunicato la decisione venerdì 6 marzo e Monsignor Randazzo è uscito da quell’udienza profondamente scosso. Si tratta di un incarico di grande rilievo, ma anche carico di responsabilità, e il distacco dalla sua diocesi non gli è indifferente. Il Papa ha deciso di conferirgli il titolo personale di arcivescovo e resterà alla guida della sua diocesi e dei suoi ulteriori incarichi fino a giugno in qualità di amministratore apostolico e poi si trasferirà in Vaticano.
La scelta, quindi, cade su un profilo che unisce esperienza pastorale e competenza giuridica, maturata lungo un percorso che lo ha visto operare sia nelle diocesi australiane sia negli organismi centrali della Santa Sede.

Chi è Monsignor Randazzo?
Nato a Sydney il 7 ottobre 1966 da famiglia di origine italiana, Anthony Randazzo è cresciuto in Australia in un contesto familiare legato al lavoro agricolo. Dopo gli studi nelle scuole cattoliche locali, è entrato nel seminario provinciale “Pio XII” e ha frequentato l’Università del Queensland, conseguendo nel 1991 il baccalaureato in teologia. Ordinato sacerdote il 29 novembre dello stesso anno per l’arcidiocesi di Brisbane, ha svolto incarichi pastorali e di governo, tra cui quelli di vicario parrocchiale, cerimoniere vescovile e segretario di organismi diocesani. Sin dagli inizi del ministero emerge una particolare attenzione per il diritto canonico: nel 1998 viene inviato a Roma alla Pontificia Università Gregoriana, dove ottiene la licenza e il diploma in giurisprudenza .
Rientrato in Australia, Randazzo ha ricoperto ruoli rilevanti nell’ambito giudiziario ecclesiastico, come vicario giudiziale aggiunto e giudice del tribunale ecclesiastico regionale, oltre a essere membro del tribunale d’appello nazionale per Australia e Nuova Zelanda . Parallelamente, ha guidato iniziative legate alla formazione del clero, assumendo anche l’incarico di rettore del seminario “Santo Spirito” di Brisbane.
Un passaggio significativo del suo percorso è rappresentato dal servizio presso la Congregazione per la Dottrina della Fede (oggi Dicastero), dove ha lavorato come officiale dal 2004 al 2008 . Un’esperienza che lo ha inserito direttamente nelle dinamiche della Curia romana, offrendo una conoscenza concreta delle procedure e dei processi decisionali della Santa Sede. Nel 2016 papa Francesco lo ha nominato vescovo ausiliare di Sydney e titolare di Quiza. Tre anni più tardi, il 7 ottobre 2019, è stato chiamato alla guida della diocesi di Broken Bay, prendendone possesso il 4 novembre successivo . Dal 2023 è inoltre presidente della Federazione delle Conferenze dei Vescovi Cattolici dell’Oceania, incarico che lo ha posto al centro del coordinamento ecclesiale in un’area vasta e articolata, e amministratore apostolico dell’ordinariato di Nostra Signora della Croce del Sud.
Il profilo che emerge è quello di un vescovo con una solida formazione canonistica, un’esperienza diretta nei tribunali ecclesiastici e una conoscenza interna degli organismi della Curia Romana. Anche questa volta, dunque, Leone XIV ha scelto una figura competente e stimata per affidarle un incarico particolarmente delicato. Sul tavolo, infatti, vi sono diverse riforme allo studio, tra cui anche quella che punta a introdurre una disciplina specifica in materia di abusi spirituali e di potere.
p.G.B.
Silere non possum