Città del Vaticano - Il 16 febbraio scorso il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto i partecipanti all’Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia per la Vita. Appena pubblicate le foto, Fabrizio Mastrofini, ex portavoce di mons. Vincenzo Paglia alla Pontificia Accademia per la Vita, ha postato questo commento: «Guarda la foto: Papa Leone XIV in prima fila con i cardinali e arcivescovi della Pontificia Accademia per la Vita, da sinistra Paglia, Mattasoglio, e dopo il Papa: Chomali, Simard, Fisher. Il segno blu indica Renzo Pegoraro, attuale presidente della Pontificia Accademia. Ma siccome è un semplice monsignorino di Curia, se ne sta dietro e si dà un tono sorridendo… inquietante…».

Un commento senza alcun senso, carico di livore e di cattiveria ingiustificata. Il 25 maggio 2025 mons. Renzo Pegoraro è stato nominato Presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Peraltro, subito dopo la nomina, fu proprio Mastrofini a tentare di convincere le redazioni di quei giornali che, correttamente, scrivevano che Vincenzo Paglia era stato silurato, che questo non fosse vero; e, con il suo solito modo di fare arrogante e maleducato, ha etichettato tutti quelli che non si erano piegati alla sua ricostruzione come inermi incompetenti.

Questo è il modo di fare di alcuni boomer “cattolici” sul web, che ormai hanno più anni delle palafitte. Mastrofini è esattamente come Alberto Melloni e Andrea Grillo: frequenta e tenta di occupare i loro stessi spazi, ma questi boomer non si rendono conto che il loro tempo è finito, e che il bilancio del loro passaggio è stato, peraltro, un pessimo successo.

Sono quelli che parlano tanto di odio sui social, quando sono i primi a fomentare odio e utilizzano un linguaggio volgare, spesso anche denigrante verso coloro che etichettano come nemici.

Mastrofini non è stato soltanto portavoce di mons. Vincenzo Paglia: è stato anche Capo Redattore della Direzione Editoriale del Dicastero per la Comunicazione fino al 18 dicembre 2025. E questo mette ancora una volta l’accento su questi personaggi di cui, nella Chiesa, spesso - laici e chierici - si circondano. È possibile che figure del genere possano lavorare per un’istituzione come la Pontificia Accademia per la Vita? È possibile che laici del genere possano lavorare per un Dicastero della Santa Sede? No, non è possibile. 

Il vero dramma è aver fatto credere a certe persone che le poltrone in Santa Sede funzionino come quelle in Parlamento: cambia l’aria, cambia “il governo”, e l’ex addetto della “parte” opposta si sente autorizzato - anzi, quasi obbligato - ad attaccare chi oggi regge l’istituzione. Ma la Chiesa non è un esecutivo politico, né un partito, né un sistema di spartizione. E allora diventa intollerabile che persone che abbiamo pagato per anni e che oggi, peraltro, percepiscono una pensione dal Vaticano, si sentano libere di sputare nel piatto dove hanno mangiato. Il tutto con quella ipocrisia tipica dei vecchi mestieranti: durante il pontificato di Francesco si riempivano la bocca denunciando e bollando come “attacchi social” ogni critica o riflessione sul pontificato di Bergoglio, mentre in realtà sono proprio loro ad aver praticato da sempre quel metodo contro chi, di volta in volta, hanno deciso di etichettare come nemico. In sostanza, non sono altro che diffamatori professionisti che accusano gli altri di diffamare. È la stessa dinamica psicologica che affligge molti nella Chiesa: proiettare sugli altri i propri vizi, i propri rancori e le proprie ossessioni, per non doverli riconoscere e affrontare. Un vero e proprio dramma. Che dire, di inquietante, qui, c'è solo Mastrofini, non Pegoraro. 

d.E.C.
Silere non possum