Città del Vaticano - Papa Leone XIV ha nominato il 9 aprile scorso l’arcivescovo Hubertus Matheus Maria van Megen nuovo nunzio apostolico in Germania. La Sala Stampa della Santa Sede ha comunicato contestualmente l’accoglimento della rinuncia di mons. Nikola Eterović, che lascia l’incarico per raggiunti limiti di età dopo oltre dodici anni di servizio nella Repubblica federale. Van Megen, arcivescovo titolare di Novaliciana, era finora nunzio apostolico in Kenya. 

Questa nomina assume un peso particolare perché consente di cogliere anche l’orientamento che Papa Leone XIV sembra voler imprimere ai rapporti con la Chiesa in Germania, soprattutto sul dossier del Cammino sinodale.

Chi è il nuovo Nunzio? 

Van Megen è nato il 4 ottobre 1961 nei Paesi Bassi ed è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Roermond il 13 giugno 1987. Entrato nel servizio diplomatico vaticano nel 1994, ha maturato una lunga esperienza in contesti ecclesiali e politici complessi. Nel 2014 papa Francesco lo ha nominato nunzio apostolico in Sudan e, pochi mesi dopo, anche in Eritrea. Nel 2019 è stato trasferito in Kenya; nello stesso anno ha ricevuto anche l’incarico per il Sud Sudan e quello di osservatore permanente della Santa Sede presso l’UNEP e l’UN-Habitat. Nel maggio 2024 è stato poi nominato un nunzio residente per il Sud Sudan, segnando così la conclusione del suo mandato anche su quel fronte. 

Il profilo che arriva a Berlino è quello di un diplomatico che negli ultimi anni ha operato soprattutto in Africa orientale, misurandosi con guerre, transizioni istituzionali e organismi internazionali.

Alcune prese di posizione

Nel maggio 2024, durante un’omelia in Kenya, Van Megen aveva espresso una valutazione severa sulla condizione dell’Europa occidentale e sulla sua deriva secolarizzata. In quel contesto aveva indicato aborto, eutanasia e teoria gender come segni di una società che ha smarrito la propria bussola interiore, aggiungendo che la Chiesa in Europa appare indebolita mentre quella africana mostra maggiore vigore. Parole che oggi vengono inevitabilmente rilette alla luce del suo trasferimento in Germania. 

Da parte tedesca, la prima reazione ufficiale è arrivata dal presidente della Conferenza episcopale, mons. Heiner Wilmer. Nel messaggio di saluto al nuovo nunzio, Wilmer ha parlato della volontà di “proseguire i ponti e la fiducia reciproca tra Roma e la nostra Chiesa locale”, assicurando sostegno al lavoro che attende l’arcivescovo olandese. Nello stesso comunicato ha ringraziato Eterović, definendolo per i vescovi un punto di riferimento segnato da continuità e ricordando il suo ruolo nel rendere la nunziatura un luogo di incontro. Wilmer ha anche riconosciuto la distanza critica che Eterović aveva mantenuto rispetto al Cammino sinodale tedesco, sottolineando però che il nunzio uscente aveva accompagnato quel percorso con la sua presenza personale. 

d.B.M.
Silere non possum

 

Commenti

Ancora nessun commento...

Lascia un commento

Per prendere parte alla discussione devi far parte della community. Abbonati ora!