Pistoia - È don Augusto Mascagna, presbitero della diocesi di Civita Castellana, il nuovo vescovo di Pistoia e di Pescia. L'annuncio è stato dato questa mattina a mezzogiorno nel palazzo vescovile di via Puccini, dove monsignor Fausto Tardelli aveva convocato il clero, i religiosi e le religiose, i consigli pastorali e il personale di Curia delle due diocesi per le «importanti comunicazioni» che il territorio attendeva dall'Epifania, quando il vescovo uscente ha compiuto i 75 anni.
Con questa nomina, Papa Leone XIV conferma la scelta già compiuta da Papa Francesco nell'ottobre del 2023: le diocesi di Pistoia e di Pescia restano unite in persona episcopi, cioè affidate alla guida pastorale di un unico vescovo pur mantenendo ciascuna la propria identità giuridica, la propria curia, il proprio capitolo cattedrale e la propria fisionomia ecclesiale. Il successore di Tardelli assume contestualmente la guida di entrambe le Chiese, segno che il cammino di comunione avviato nell'ultimo triennio è ormai consolidato.
Chi è don Augusto Mascagna
Presbitero del clero della diocesi di Civita Castellana, nella Tuscia viterbese, don Augusto Mascagna è una figura di lungo corso nella pastorale del territorio laziale. È nato il 12 marzo 1964 a Caprarola (Viterbo). Dopo essere entrato a far parte del Pontificio Seminario Romano, ha conseguito la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense di Roma. È stato ordinato sacerdote il 15 aprile 1989 per la Diocesi di Civita Castellana. Ha ricoperto i seguenti incarichi: Viceparroco della Cattedrale Santa Maria Maggiore di Civita Castellana, guidando contemporaneamente la parrocchia di San Benedetto a Civita Castellana; Parroco della Regina Pacis di Anguillara e della Santi Vincenzo e Anastasio di Rignano Flaminio; Direttore Spirituale dei Seminaristi ospiti del Centro Vocazionale; Professore di Teologia Fondamentale presso l’Istituto “Faleritano” di Scienze Religiose e Professore di Teologia Fondamentale e di Teologia Dogmatica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Trocchi” di Civita Castellana; finora, Parroco della Concattedrale Santa Maria Assunta di Orte, Segretario del Consiglio Presbiterale, Referente diocesano del Cammino Sinodale delle Chiese in Italia e Delegato della Pastorale familiare diocesana.
Un'eredità da raccogliere: le Chiese di Pistoia e di Pescia
Monsignor Tardelli lascia due diocesi profondamente diverse per storia, estensione e fisionomia, ma ormai avvezze a camminare insieme. L'unione in persona episcopi, voluta da Papa Francesco il 14 ottobre 2023, non ha prodotto un accorpamento - le due sedi restano distinte - ma ha inaugurato una stagione di convergenza pastorale di cui il nuovo vescovo è chiamato ora a essere custode e interprete.
La diocesi di Pistoia, suffraganea dell'arcidiocesi di Firenze, è la più estesa e popolosa delle due. Il suo territorio copre 821 km² e abbraccia 15 comuni distribuiti su tre province - Pistoia, Prato e Firenze -, tra cui il capoluogo, Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle, Abetone Cutigliano, San Marcello Piteglio, Poggio a Caiano, Carmignano, Montemurlo e la maggior parte del comune di Vinci. Sede vescovile è la città di Pistoia, con la cattedrale di San Zeno. La diocesi conta 203.900 battezzati su 208.108 abitanti, pari al 98,0% della popolazione. Sono 96 i presbiteri - 90 diocesani e 6 religiosi - coadiuvati da 17 diaconi permanenti e affiancati da 6 religiosi non sacerdoti e 106 religiose. Le parrocchie sono 160, raggruppate in nove vicariati: Città di Pistoia, Quarrata, Poggio a Caiano-Carmignano, Montale-Agliana-Montemurlo, Ombrone Limentra, Bottegone, Vincio, Montalbano occidentale e Reno-e-Montagna. È una Chiesa di antica tradizione, le cui origini risalgono al III secolo e che ha attraversato pagine controverse della storia ecclesiale: dal sinodo giansenista di Scipione de' Ricci del 1786 alla lunga unione con Prato fino al 1954.
La diocesi di Pescia, suffraganea dell'arcidiocesi di Pisa, è più piccola. Il territorio si estende per 224 km² su 12 comuni di tre province - Pistoia, Lucca e Firenze - e comprende la Valdinievole con Pescia, Uzzano, Chiesina Uzzanese, Buggiano, Ponte Buggianese, Massa e Cozzile, Montecatini Terme, Pieve a Nievole, Monsummano Terme, Altopascio, Montecarlo e la frazione di Massarella nel comune di Fucecchio. Sede vescovile è Pescia, dove sorge la cattedrale di Maria Santissima Assunta e San Giovanni Battista; sul territorio insistono anche due basiliche minori, quella di Santa Maria Assunta a Montecatini Terme e il santuario di Santa Maria della Fontenuova a Monsummano Terme, che custodisce la patrona principale della diocesi. I battezzati sono 110.700 su 120.200 abitanti (92,1%), i presbiteri 71 - 48 diocesani e 23 religiosi - i diaconi permanenti 6, le parrocchie 42, articolate in quattro vicariati: Pescia, Chiesina Uzzanese, Montecatini Terme e Monsummano Terme. Eretta nel 1519 da Leone X come prepositura nullius dioecesis e promossa a sede vescovile da Benedetto XIII nel 1727, Pescia è una Chiesa giovane per erezione canonica ma radicata in una tradizione religiosa antichissima, che affonda le radici nelle pievi lucchesi dell'alto Medioevo.
Messe insieme, le due diocesi affidate a don Mascagna contano oltre 314.000 battezzati, 167 presbiteri, 23 diaconi permanenti e 202 parrocchie, distribuite dalla montagna pistoiese fino alle terme della Valdinievole, con propaggini in territorio pratese, fiorentino e lucchese.
Il passaggio di consegne
Il nuovo vescovo prende il testimone in un momento delicato per la Chiesa toscana. Monsignor Tardelli, vescovo di Pistoia dall'8 ottobre 2014 e di Pescia dal 14 ottobre 2023, aveva anticipato di alcuni mesi la rinuncia prevista dal diritto canonico al compimento del settantacinquesimo anno - che ha raggiunto il 5 gennaio scorso - motivandola con «ragioni pastorali» e con la volontà di consegnare al più presto al suo successore la guida del cammino sinodale 2026, un anno «carico di prospettive e di appuntamenti» anche nella prospettiva dell'anno giubilare jacopeo del 2027. Alla Chiesa di Pistoia e a quella di Pescia, unite ormai da un triennio sotto lo stesso pastore, si apre una nuova stagione: quella di un vescovo che arriva da lontano, da una piccola diocesi della Tuscia romana, e che è ora chiamato a imparare e ad amare due terre di frontiera e di tradizione, sospese tra l'Appennino e la pianura, tra Firenze, Pisa e Lucca.
p.L.D.
Silere non possum