Città del Vaticano – Questa mattina è stato pubblicato il decreto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti che dispone l’iscrizione della celebrazione di San Giovanni Enrico Newman, presbitero e Dottore della Chiesa, nel Calendario Romano Generale, fissandone la memoria facoltativa al 9 ottobre. Il testo porta la data del 9 novembre 2025, festa della Dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano, ed è firmato dal prefetto Card. Arthur Roche e dal segretario Mons. Vittorio Francesco Viola.
Il decreto collega la scelta liturgica al “recente riconoscimento” di Newman come Dottore della Chiesa, richiamando la sua traiettoria spirituale e intellettuale: la conversione vissuta come approdo alla “pace nella Chiesa cattolica”, l’attività di ricerca, predicazione e insegnamento, e il servizio verso poveri e ultimi. Viene riproposta anche una frase programmatica del santo (“Dio mi ha creato per rendergli un servizio preciso…”) come chiave di lettura della sua figura, presentata come modello di ricerca della verità “fuori dalle ombre e dalle immagini” verso la pienezza.
Nel commento ufficiale il Prefetto del Dicastero ricorda il contesto ecclesiale: il 10 novembre 2025 Papa Leone XIV, celebrando in Piazza San Pietro, ha proclamato Newman Dottore della Chiesa e lo ha indicato come “co-patrono” (insieme a San Tommaso d'Aquino) per il mondo dell’educazione.
Sul piano pratico, la disposizione comporta l’aggiornamento dei calendari e dei libri liturgici del Rito Romano. Il Dicastero indica che i testi liturgici dovranno essere tradotti e approvati dalle Conferenze Episcopali e quindi promulgati a livello locale dopo la conferma dell’autorità competente.
Il commento insiste anche sul profilo spirituale che la memoria intende mettere a disposizione di tutta la Chiesa: la “luce gentile” (richiamo al celebre inno “Guidami, luce gentile”) come cifra dell’itinerario interiore di Newman; il motto “Cor ad cor loquitur”, ripreso, si ricorda, da Dilexit nos; e, nella Liturgia delle Ore, la proposta di una seconda lettura dall’Apologia pro Vita Sua, dove la conversione viene descritta con l’immagine della nave che entra in porto dopo il mare agitato.
d.G.E.
Silere non possum