Città del Vaticano - Papa Leone XIV compirà sabato 28 marzo 2026 un viaggio nel Principato di Monaco. Sarà una visita breve, ma articolata, costruita in modo da toccare i luoghi simbolici della vita istituzionale ed ecclesiale del micro Stato. La partenza è prevista alle 7 dall’Eliporto della Città del Vaticano, con arrivo a Monaco alle 9. A dispetto delle aspettative dell’entourage guidato da Matteo Bruni, spesso segnato da una gestione chiusa e opaca, il Papa viaggerà in elicottero. Questo esclude qualsiasi momento di confronto riservato ai giornalisti, diversamente da quanto avviene nei viaggi apostolici internazionali con la tradizionale conferenza stampa sull’aereo.

Dopo l’accoglienza ufficiale, il Pontefice prenderà parte alla cerimonia di benvenuto nel Palazzo del Principe alle 9.25 e, alle 9.40, incontrerà in visita di cortesia il Principe di Monaco, al quale rivolgerà un saluto. Il cuore pastorale della visita inizierà alle 11 nella cattedrale dell’Immacolata Concezione, dove Leone XIV incontrerà la comunità cattolica e terrà un discorso. Poco dopo, alle 11.45, è previsto l’incontro con i giovani e i circa settanta catecumeni nell’area antistante la chiesa di Santa Devota, con un discorso del Papa. Nel pomeriggio, alle 15.30, il Pontefice celebrerà la Santa Messa nello stadio Louis II. Il congedo ufficiale è fissato alle 17.35 presso l’eliporto di Monaco; dieci minuti più tardi il Papa ripartirà per il Vaticano, dove l’arrivo è previsto alle 19.45.

L'Arcidiocesi di Monaco

Per comprendere il significato di questa visita occorre guardare alla particolarità della Chiesa monegasca. Il territorio del Principato coincide con quello della arcidiocesi: uno Stato, un comune, una arcidiocesi. La storia istituzionale è altrettanto specifica. Dopo la separazione dalla diocesi di Nizza nel 1868 e l’erezione della diocesi di Monaco nel 1887, direttamente soggetta alla Santa Sede, nel 1981 san Giovanni Paolo II ne elevò il rango a sede arcivescovile. In questo quadro si colloca anche un dato costituzionale rilevante: l’articolo 9 della Costituzione del Principato stabilisce che la religione cattolica, apostolica e romana è religione di Stato. L'arcidiocesi di Monaco si presenta come una realtà piccola nelle dimensioni, ma molto composita nella sua fisionomia sociale e religiosa. Secondo i dati aggiornati, gli abitanti sono 38.423, i cattolici stimati 28.817, pari a circa il 75% della popolazione; la pratica religiosa è indicata attorno all’8% e le parrocchie sono sei. La popolazione è segnata da una forte presenza internazionale: quasi 150 nazionalità, con monegaschi, francesi e italiani a rappresentare ciascuno una quota consistente del Paese. Questa mescolanza sociale e culturale si riflette nella vita ecclesiale, dove convivono mondi molto diversi e dove la Chiesa resta uno dei pochi luoghi di reale incontro tra condizioni sociali differenti.

Le grandi ricorrenze religiose segnano ancora il calendario civile del Principato: dalla festa nazionale del 19 novembre, che si apre con la Messa e il Te Deum in cattedrale, fino alla festa di Santa Devota, patrona della famiglia principesca, dell’arcidiocesi e del Paese, senza dimenticare le processioni del Venerdì Santo, dell’8 dicembre e del Corpus Domini. La Chiesa Cattolica nel Principato conserva un peso simbolico e istituzionale evidente, inserita però in una società attraversata dalle stesse tensioni che interessano molti contesti europei.

L'arcidiocesi in un recente dossier preparato in vista della visita del Papa parla della secolarizzazione, del calo dei bambini che prendono parte al catechismo, il caso delle prime comunioni e delle cresime, insieme all’indebolimento dei movimenti giovanili. Monaco, inoltre, per la sua esposizione mediatica e per la sua vocazione tecnologica, viene indicata come un terreno in cui l’evangelizzazione del mondo digitale è diventata una priorità. In questo scenario si colloca anche un dato che l'arcidiocesi presenta come significativo: quest’anno sono 70 i catecumeni e i cosiddetti “ricomincianti”, in maggioranza giovani, accompagnati verso i sacramenti del battesimo, della confessione, della prima comunione e della confermazione. La presenza del Papa accanto ai giovani e ai catecumeni assume quindi un rilievo particolare nel contesto concreto di questa Chiesa locale: Leone XIV si prepara a confermare nella fede non solo questi fedeli, ma anche il clero che li accompagna.

Anche sul piano delle strutture ecclesiali, Monaco mostra una configurazione snella ma capillare. Sono i 29 sacerdoti presenti in arcidiocesi, cinque diaconi permanenti, undici religiose, un seminarista e un propedeutico. La curia e i servizi diocesani comprendono settori che vanno dalla cancelleria alla comunicazione digitale, dalla carità alla pastorale familiare, dalla liturgia ai giovani, fino al dialogo interreligioso e alla pastorale sanitaria. In un territorio ristretto, l'arcidiocesi appare così come una realtà fortemente organizzata, chiamata a tenere insieme dimensione istituzionale, vita sacramentale e missione.

La visita di Leone XIV si colloca dentro questo equilibrio delicato. Da una parte c’è una Chiesa che gode di un riconoscimento pubblico raro nel panorama europeo; dall’altra c’è la pressione della secolarizzazione, delle questioni bioetiche e delle trasformazioni culturali che investono anche il Principato. Il programma del viaggio riflette esattamente questa doppia linea: il rapporto con le autorità, rappresentato dall’incontro con il Principe, e il contatto diretto con il popolo di Dio, affidato alla cattedrale, a Santa Devota e alla celebrazione eucaristica allo stadio Louis II. 

p.C.F.
Silere non possum

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