Negli ultimi giorni, una notizia ha rapidamente fatto il giro dei media internazionali, alimentando polemiche e fraintendimenti: Papa Leone XIV avrebbe conferito personalmente la più alta onorificenza diplomatica vaticana all'ambasciatore iraniano presso la Santa Sede. Il condizionale, però, è d'obbligo. Perché la realtà, una volta verificata, racconta una storia molto diversa da quella diffusa sui social network e ripresa con poca attenzione da diverse testate, anche statunitensi ed europee.

La notizia che ha scatenato il caso

Tutto è cominciato il 12 maggio, quando Mohammad Hossein Mokhtari, ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran presso la Santa Sede, ha ricevuto la Gran Croce dell'Ordine Piano. A scatenare la polemica è stata la narrazione costruita attorno all'evento da parte di alcuni media iraniani, che hanno presentato il riconoscimento come una delle "più prestigiose onorificenze cavalleresche del Vaticano", solitamente riservata ad "ambasciatori e personalità di rilievo che hanno svolto un ruolo significativo nel rafforzamento dei rapporti diplomatici e nel servizio alla causa della pace e del dialogo".

Alcuni post diffusi sui social hanno spinto la narrazione ancora oltre, sostenendo che il Pontefice avesse consegnato personalmente l'onorificenza all'ambasciatore. Un media iraniano si è spinto fino ad affermare che "il riconoscimento e la denuncia dell'aggressione da parte del Papa sono strettamente collegati agli sforzi in corso dell'ambasciata iraniana presso il Vaticano per promuovere messaggi di pace, giustizia e opposizione al bellicismo". Una lettura suggestiva, che però non corrisponde ai fatti.

La smentita: una prassi ordinaria, non un riconoscimento esclusivo

A chiarire la vicenda è intervenuta anche l'ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede, che su X ha precisato come il Papa non abbia "conferito un'onorificenza speciale esclusiva all'ambasciatore iraniano presso la Santa Sede". Si tratta, al contrario, di "una decorazione conferita a tutti gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede dopo oltre due anni di servizio", una "prassi ordinaria da molti anni". E infatti, nello stesso giorno, la Gran Croce è stata consegnata a tredici ambasciatori, tra cui quello iraniano. A consegnare materialmente le onorificenze è stato l'arcivescovo Paolo Rudelli, Sostituto della Segreteria di Stato, mentre i certificati attestanti il riconoscimento portano la firma del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato. Nessuna cerimonia speciale, nessun gesto particolare rivolto alla diplomazia iraniana: solo l'applicazione di un protocollo consolidato.

Che cos'è davvero l'Ordine Piano

L'Ordine di Papa Pio IX, comunemente noto come Ordine Piano, è un ordine cavalleresco pontificio dalla storia antica. Fu istituito originariamente da Papa Pio IV nel 1560, cadde in disuso nei secoli successivi e venne ripristinato dal beato Pio IX nel 1847. Alle origini, i membri dell'ordine appartenevano alla corte laica del Pontefice: lo scortavano, risiedevano nel Palazzo Apostolico e lo accompagnavano nelle attività quotidiane. Oggi l'ordine è articolato in diversi gradi, ciascuno con specifiche insegne. Il grado più alto, quello di Cavaliere o Dama con il collare, è riservato ai capi di Stato e prevede una catena d'oro ornata dai simboli pontifici: la tiara papale, le chiavi di San Pietro e due colombe. Tra i sovrani che hanno ricevuto questa massima distinzione figurano il re Juan Carlos I di Spagna, il re Alberto II del Belgio e il re Carlo XVI Gustavo di Svezia. Più recentemente, anche re Carlo III d'Inghilterra ha ricevuto l'onorificenza durante la sua ultima visita al Papa. Il grado di Cavaliere o Dama di Gran Croce - quello attribuito agli ambasciatori, incluso quello iraniano - prevede un'ampia fascia di seta blu scuro bordata di rosso, indossata dalla spalla sinistra al fianco destro, e una grande stella d'argento sul lato sinistro del petto con il medaglione dell'ordine. Seguono i gradi di Commendatore con placca, Commendatore e infine Cavaliere o Dama semplice, quest'ultimo raramente conferito e tradizionalmente riservato a laici cattolici di antiche famiglie nobili europee.

p.V.M.
Silere non possum

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