Roma - Questa mattina Papa Leone XIV si è recato presso la sede del Programma Alimentare Mondiale (PAM) delle Nazioni Unite, dove ha preso la parola nel corso della sessione annuale del Consiglio Esecutivo dell'agenzia onusiana. Un intervento che ha puntato lo sguardo sulle responsabilità della comunità internazionale di fronte alla fame e alla malnutrizione.

Accolto dalla Direttrice esecutiva Cindy McCain, che lo aveva invitato, dal Direttore esecutivo ad interim Carl Skau e dalla Presidente dell'assemblea Carla Barroso Carneiro, il Pontefice ha rivolto il suo discorso ai rappresentanti degli Stati membri e al personale dell'istituzione, definita «impegnata a salvare vite in situazioni di emergenza» nel mezzo di conflitti e catastrofi naturali.

La diagnosi: dal multilateralismo a un «multipolarismo disordinato»

Il cuore dell'intervento è stato un atto d'accusa contro la frammentazione dell'ordine internazionale. Leone XIV ha riproposto un passaggio della sua prima Enciclica, Magnifica humanitas, osservando che «le istituzioni nate per custodire l'idea di un destino comune dei popoli e di un bene comune mondiale appaiono indebolite». In assenza di un orizzonte etico condiviso - ha proseguito citando ancora il documento - il sistema internazionale è scivolato verso «un multipolarismo disordinato e conflittuale, dove prevale la diffidenza».

Il Papa ha denunciato un «notevole paradosso»: una capacità produttiva globale senza precedenti che convive con «zone sempre più estese di estrema vulnerabilità», dove le stesse forze che generano crescita economica finiscono per aggravare «l'esclusione e la marginalizzazione».

«La burocratizzazione della solidarietà» e la «mercificazione della vita umana»

Tra i passaggi più duri, l'affondo contro quella che il Pontefice ha chiamato «la progressiva burocratizzazione della solidarietà, accanto alla silenziosa mercificazione della vita umana». Da un lato, ha spiegato, l'azione umanitaria è gravata da procedure che ritardano gli aiuti; dall'altro, l'accesso ai beni essenziali, cibo compreso, è troppo spesso «influenzato da considerazioni economiche o strategiche». La conseguenza è netta: «coloro che non generano un valore quantificabile rischiano di diventare invisibili».

Riprendendo un'espressione del predecessore pronunciata davanti alla stessa Giunta Esecutiva nel 2016, Leone XIV ha ricordato che «mentre gli aiuti e i piani di sviluppo sono ostacolati da intricate e incomprensibili decisioni politiche, da forvianti visioni ideologiche o da insormontabili barriere doganali, le armi no».

I conflitti - ha ricordato - vengono «alimentati» più facilmente di quanto le persone vengano nutrite, segno non solo di carenze operative ma di «uno squilibrio fondamentale nelle priorità politiche e morali».

Un appello ai governi: più risorse, meno burocrazia

Il Papa ha avvertito che le conseguenze della fame travalicano i singoli: essa «erode la coesione sociale, aumenta il rischio di conflitto e alimenta la migrazione forzata», perpetuando «cicli di fragilità» che ricadono sull'intera comunità internazionale. Per questo il PAM, ha detto, non è soltanto «un attore politico, economico o tecnico», ma «un'espressione concreta di solidarietà internazionale». Di qui l'appello «ai governi e ai popoli del mondo» affinché aumentino le risorse destinate alla lotta alla fame e rimuovano gli ostacoli che impediscono agli aiuti di raggiungere chi ne ha bisogno. Leone XIV ha chiesto esplicitamente «la riduzione della burocrazia inutile», perché «la trasparenza e la responsabilità siano al servizio delle persone invece di ostacolare l'assistenza».

Significativo il richiamo al ruolo della Chiesa cattolica, che «attraverso parrocchie, diocesi, agenzie di Caritas e altre iniziative confessionali» raggiunge popolazioni vulnerabili «in aree che sono inaccessibili per gli attori internazionali»: un invito al PAM e ai suoi partner a sostenere questi sforzi, soprattutto là dove i governi non esercitano un controllo territoriale effettivo.

«L'accesso al cibo è un diritto umano fondamentale»

Sul piano dei principi, il Pontefice ha ribadito la necessità di «resistere alla mercificazione di bisogni umani essenziali»: acqua, cibo e assistenza sanitaria «non possono essere subordinati a considerazioni di mercato o a interessi geopolitici». «L'accesso a cibo adeguato - ha affermato - è un diritto umano fondamentale radicato nella dignità di ogni persona», e la sicurezza alimentare è «una componente essenziale della sicurezza globale e integrale».

Apprezzamento è stato espresso per i programmi a lungo termine dell'agenzia, in particolare i pasti forniti ai bambini nelle scuole, che rafforzano «l'educazione, lo sviluppo umano e la resilienza sociale».

In chiusura, Leone XIV ha ancorato l'intero discorso al concetto di dignità sviluppato in Magnifica humanitas: una dignità «inerente e inalienabile», radicata «nell'amore incondizionato e sconfinato di Dio» e per questo definibile come «infinita», poiché «nulla ne può diminuire, cancellare o negare il valore». «È proprio con la nostra fedeltà a questa verità - ha concluso - che si misura l'umanità della nostra politica, e con ciò il futuro della comunità internazionale».

p.F.M.
Silere non possum




Commenti

Ancora nessun commento...

Lascia un commento

Per prendere parte alla discussione devi far parte della community. Abbonati ora!