Milano – Nella diciottesima parte dell’inchiesta su Comunione e Liberazione abbiamo spiegato chiaramente cosa è accaduto dopo la lettera inviata agli iscritti del 13 giugno 2022. Oggi, in questa nuova puntata, la memoria ci riporta inevitabilmente alla Giornata di inizio d’anno del 2021, quando don Julián Carrón, con la dignità di chi porta una croce silenziosa, concluse l'incontro annunciando alla comunità di doversi sottoporre a un delicato intervento chirurgico. Non era un segreto, infatti, che affrontasse da tempo la dura e logorante prova di un tumore. Di fronte a tale fragilità umana e spirituale, la logica del Vangelo imporrebbe la massima cura e compassione. Eppure, con doloroso sconcerto, constatammo come l'attuale guida del movimento, Davide Prosperi, abbia scelto una via diametralmente opposta, arrivando a privare don Carrón della vitale assicurazione sanitaria - la medesima copertura medica, finanziata dalla Fraternità di Comunione e Liberazione, di cui lo stesso Prosperi continua a beneficiare ancora oggi.



Questo profondo squilibrio morale e fattuale si fa ancor più stridente quando analizziamo con rigore la gestione delle risorse comunitarie. Mentre si recide l'assistenza a un presbitero provato dalla malattia, constatiamo che Davide Prosperi gode di privilegi amministrativi e materiali difficilmente conciliabili con lo spirito fondativo del movimento, il tutto mantenuto a spese dei membri della Fraternità che ogni anno vengono invitati a “donare”. I fatti documentano l'utilizzo esclusivo di un'auto Audi A4 Station Wagon, l'impiego sistematico di una carta di credito della Fraternità, e la disposizione di una segretaria personale regolarmente stipendiata dal movimento. A coronare questo quadro di preoccupante opacità gestionale, emerge persino la presenza di una persona che, all'interno dell'ambito accademico, compie il lavoro vicario per conto suo, il tutto a spese dell'università.

Dinanzi a questa deriva, il nostro dovere intellettuale e sacerdotale ci impone una domanda ineludibile: dove risiede oggi l'autentica comunione, quando l'esercizio dell'autorità smarrisce la via del servizio per trasformarsi in spregiudicato privilegio materiale?



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