Città del Vaticano - «Con l’entrata in vigore del presente Chirografo, il Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini, istituito con Chirografo del 20 novembre 2024, è soppresso». Poche righe affidate ad un Chirografo segnano la fine dell’era Enzo Fortunato all’interno della piccola Città Stato. Con un atto datato 12 febbraio 2026, Papa Leone XIV ha disposto la soppressione del Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini, chiudendo formalmente una triste vicenda iniziata sotto al pontificato di Francesco e già riorientato, nel 2025, sotto al controllo del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

Ascesa e caduta di una star

Enzo Fortunato era stato “caldamente voluto” dal cardinale Mauro Gambetti, il quale aveva più volte inviato il nunzio Mario Giordana in Segreteria di Stato per perorare la sua causa. Il Sostituto per gli Affari Generali, però, aveva sempre rispedito il Commissario della Fabbrica di San Pietro a mani vuote. «Se dobbiamo inventare ruoli per poter dare delle poltrone», commentarono in Segreteria di Stato.

Come è noto, però, Mauro Gambetti non è uno che si scoraggia e quando vuole qualcosa fa di tutto per ottenerla. Infatti, andò da Papa Francesco in persona per ottenere un posto per il suo amico Fortunato. Il 19 gennaio 2024 il Bollettino della Sala Stampa annunciò la nomina di Padre Enzo Fortunato, O.F.M. Conv. come Coordinatore della Giornata Mondiale dei Bambini (oltre all’incarico di Direttore della Comunicazione della Basilica papale di San Pietro).

Il 20 novembre 2024, poi, a Papa Francesco viene fatto firmare un Chirografo che erige il Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini, riconoscendogli personalità giuridica canonica pubblica ai sensi dell’art. 241 della costituzione apostolica Praedicate Evangelium e ne approvò lo Statuto. Il testo affidava al Comitato un compito di coordinamento e promozione delle iniziative dei comitati nazionali e regionali e prevedeva una collaborazione con gli uffici pastorali delle Chiese particolari e delle Conferenze episcopali. Nello stesso contesto Fortunato veniva nominato Presidente del Comitato.

Lo Statuto delineava una struttura articolata (Presidente, Vicepresidente, Segretario generale, assemblee e segreterie) e qualificava il Comitato come “Istituzione Collegata con la Santa Sede”, richiamando ancora l’art. 241 di Praedicate Evangelium per descriverne la collocazione e la relativa autonomia giuridica.

Tutti atti confezionati e fatti firmare a Francesco con un obiettivo preciso: rendere il Comitato di Enzo Fortunato autonomo e, di fatto, sottratto a qualunque controllo esterno. In questi anni diversi cardinali e vescovi hanno manifestato apertamente il loro fastidio nel vedere Fortunato registrare i suoi “video serali” perfino dentro la piccola Città-Stato. Un’attività che ai giornalisti è proibita, ma che lui ha continuato a svolgere in spregio alle norme, forte della convinzione di essere coperto e dunque intoccabile. Silere non possum ha documentato più volte episodi semplicemente vergognosi: come quando il frate minore conventuale si precipitò a Santa Marta e avviò una diretta con il Papa in condizioni pessime, esponendolo in modo impresentabile e dandolo in pasto ai suoi follower su Facebook (Meta). Tutto questo, naturalmente, senza concordare nulla con gli uffici competenti e senza alcun rispetto per le regole minime che dovrebbero tutelare l’immagine e la dignità del Pontefice.

Per non parlare dell’imbarazzante Sanremo dello scorso anno: Fortunato fu l'artefice di quel video proiettato durante il Festival, confezionato con tutti gli “errori di comunicazione” del caso. Errori fatti dalla RAI al fine di far passare al pubblico un messaggio costruito ad arte.

Negli anni del pontificato di Papa Francesco, Enzo Fortunato riuscì a far ottenere all’amico Angelo Chiorazzo il titolo di Addetto di Anticamera di Sua Santità, nonostante in Basilicata - dove Chiorazzo tenta di svolgere attività politica - la stampa locale avesse già sollevato più di una perplessità sul suo operato sia come politico che come dirigente di Auxilium. Inutile dire che Chiorazzo fu tirato dentro la Giornata mondiale per i bambini da Enzo Fortunato e queste persone non fanno nulla “per il Signore”. 

Cambia il vento e soffia via le zavorre

Con l’elezione di Leone XIV, però, lo scenario è cambiato radicalmente. Fortunato e il suo best friend Mauro Gambetti sono entrati in una fase di evidente smarrimento: se con Francesco il “fraticello” - tanto presente e tanto vicino a certi ambienti mediatici, in particolare quelli RAI - compariva puntualmente a ogni evento, con Prevost è praticamente sparito. Solo che con Leone la strategia del “sparire per salvarsi” non funziona. Anche perché il Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, prima di fare le valigie, ha ancora qualche conto da chiudere e qualche sassolino da togliersi dai mocassini. E così uno dei primi atti del nuovo Pontefice è stato il Rescriptum ex audientia SS.mi sulla collocazione del Comitato sotto il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita: nell’udienza del 6 agosto 2025 concessa al Sostituto, il Papa dispose tale trasferimento; il provvedimento fu datato 9 agosto 2025 e pubblicato nel Bollettino del 13 agosto 2025, con la firma dell’arcivescovo Edgar Peña Parra.

Oggi, con il Chirografo datato 12 febbraio 2026, Leone XIV compie un ulteriore passo che è un vero e proprio colpo di sciabola sulla testa del fraticello conventuale: sopprime il Comitato e abroga espressamente il Chirografo istitutivo e lo Statuto, insieme agli eventuali atti e regolamenti adottati, che «cessano di avere effetti giuridici» sia nell’ordinamento canonico sia in quello civile vaticano. Dispone inoltre la cessazione immediata degli incarichi del Presidente, del Vicepresidente e degli altri membri e stabilisce che il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita sia competente per tutte le materie già attribuite al Comitato. Insomma, silurati tutti insieme con un colpo solo. Il testo affida poi al Prefetto del Dicastero, Kevin Farrell, l’ennesimo compito ingrato: chiudere i rapporti pendenti e presentare alla Segreteria per l’Economia un bilancio finale di liquidazione, perché ne approvi i conti e decida la destinazione dell’eventuale attivo residuo.

Anche perché, nella propaganda pauperistica degli ultimi anni si è fatto finta di nulla, ma questi comitati e questi uffici - gli stessi che spesso facevano da scenografia alle dirette serali di Fortunato - avevano un costo. E che costo! Non resta che dire: “Ciao, ciao, brava gente!”

d.C.T.
Silere non possum