Milano - Nei giorni scorsi si è svolto un incontro della Diaconia centrale della Lombardia nel teatro dell’istituto di via Rombon, a Lambrate, Milano. A quell’incontro era presente, ovviamente, Davide Prosperi, e Silere non possum ha già evidenziato e portato alla luce le parole gravissime da lui utilizzate per convincere i membri del movimento a votare sì.

Peraltro, il livello degli abusi di coscienza all’interno di questo movimento ha ormai raggiunto una soglia tale che perfino le persone messe a tacere si affrettano a scrivere in difesa di Prosperi, per timore di essere accusate di aver fatto circolare le registrazioni audio. È un meccanismo che padre Dysmas de Lassus ha descritto con grande lucidità nel suo libro sugli abusi. In Comunione e Liberazione la libertà, semplicemente, non esiste più: chi parla viene isolato, chi dissente viene emarginato.

Il tentativo di delegittimare

Da quando sono emerse le registrazioni audio, Davide Prosperi è andato completamente fuori controllo e ha richiamato in servizio i gestori degli psico-blog, gli stessi che avevano già scritto su suo mandato e diffamato un sacerdote di CL per prestarsi all’ennesima difesa d’ufficio. Prosperi, tuttavia, non sembra ancora essersi reso conto di un fatto elementare: se si intende attaccare una testata giornalistica internazionale che pubblica documenti, occorre farlo con uno strumento di pari rilievo e, soprattutto, con lo stesso metodo, cioè pubblicando documenti capaci di smentire l’inchiesta di Silere non possum.

Non si può certo affidare una controffensiva a uno psico-blog gestito da repressi padri di famiglia che, frustrati e insoddisfatti della propria esistenza, si improvvisano maestri di cattolicità per impartire lezioni ai preti. E se poi quell’articoletto commissionato viene inoltrato compulsivamente a tutti i membri del movimento, il significato è uno solo: si sa benissimo che quei blog non li legge nessuno. Silere non possum, invece, non ha alcun bisogno di campagne di inoltro artificiale, dal momento che raggiunge oltre 4 milioni di utenti ogni mese. Ma questi, in fondo, sono dettagli. Andiamo oltre.

Guardiamo meglio dentro lo spioncino

Come accade quasi sempre, questi personaggi, quando parlano degli altri, finiscono per rivelare molto più di sé stessi che di coloro che vorrebbero colpire. Parlano di “blog” nel maldestro tentativo di delegittimare, quando i blog, in realtà, sono precisamente i loro, non certo le testate giornalistiche internazionali regolarmente registrate che cercano di aggredire. E parlano di gossip riferendosi a realtà che, al contrario, pubblicano documenti, atti e dati verificabili, mentre gli unici che da anni campano di chiacchiericcio, vita privata dei preti e dettagli irrilevanti - perfino su dove si alleni il Papa - sono proprio loro: non i giornali riconosciuti a livello internazionale. In sostanza sono quelle realtà gestite proprio come dei blog, sui quali scrivono i madonnari delle fondazioni, sempre intenti a muoversi dove passano denaro, relazioni e piccoli interessi di bottega.

C’è poi da chiedersi che cosa intendano per “gossip”, dal momento che una parte consistente di ciò che pubblicano non è altro che un copia e incolla sistematico, da almeno cinque anni, di quanto Silere non possum documenta e rende pubblico. In sostanza, il meccanismo è sempre lo stesso, ed è quello tipico di certi fascistelli: se dici ciò che a loro piace, allora è vero; se invece pubblichi ciò che li disturba (o disturba i loro sponsor), allora diventa gossip. Un criterio miserabile, che dice molto non soltanto della loro disonestà intellettuale, ma anche di un analfabetismo funzionale ormai dilagante. Del resto, sappiamo bene a quale livello sia precipitata in Italia una certa stampa - o, più precisamente, una certa gente che ama autoproclamarsi tale.

Il sistema, lo abbiamo già scritto varie volte, è quello usato da Antonio Socci e di tutta questa parte di CL: la Chiesa ci è utile per i nostri interessi. Sia per le nostre fisse “morali” (che impongono ad altri,  non certo a sé stessi), sia per le idee politiche. È per questo che su questi psico blog ci sono più invettive contro il Papa e molti elogi a Donald Trump o ai vari leader fascisti in giro per il pianeta terra.  Non si può che sorridere nel vedere alcuni barbapapà che borbottano un po’ nel tentativo di farsi anche pubblicità parlando degli altri. 

Un elemento, tuttavia, va sottolineato, anche perché qualcuno ha ricordato di aver parlato del caso di quel sacerdote che Davide Prosperi ha attaccato più volte e che da anni viene esposto a una sistematica opera di delegittimazione. Questi psico-blog sostengono di essersene occupati, così come sottolineano che anche Silere non possum abbia scritto di quel caso. Ma la domanda, a questo punto, è molto semplice: la deontologia professionale non impone forse che, quando qualcuno pubblica documenti che tu non avevi, e quei documenti dimostrano che hai scritto sciocchezze, tu debba rettificare? No. Loro preferiscono parlare di gossip quando si riferiscono a giornali internazionali che pubblicano documenti. Le loro invettive, invece, confezionate come vere e proprie marchette per chi li usa per diffamare altri senza esibire un solo documento, che cosa sarebbero?

E quando Silere non possum affronta una realtà complessa come un’intera fraternità, sulla quale convergono numerose testimonianze, è semplicemente ridicolo insinuare che “non pubblichi”, soprattutto se questa contestazione proviene da un blog di impronta fascistoide che, a sua volta, non pubblica documenti né prove di ciò che afferma (in generale, non in questo caso). Del resto, chiunque si ritenga diffamato non ha certo bisogno di difese d’ufficio: può agire nelle sedi opportune come meglio crede, anche perché Silere non possum dispone di centinaia di documenti che non esiterebbe affatto a rendere pubblici e a riversare in atti. Per noi non sarebbe affatto un problema, tutt’altro. Ed è precisamente lì, semmai, che si accerterebbe chi diffama e chi, invece, dice la verità.

Se invece scrivi un articolo contro un singolo prete, lo fai in modo meschino e contando sul fatto che quel prete non ti querelerà, allora sì: quello è amore per il gossip. Se, al contrario, conduci un’inchiesta su più persone, senza perdere ore a disseminare omissis su centinaia di documenti per tutelare la privacy, e descrivi i problemi strutturali di un’intera realtà, allora siamo su un piano del tutto diverso. Ma non è detto che chi, tracagnotto, gioca a fare il direttore di Topolino abbia gli strumenti per comprendere una differenza tanto elementare. Resta il fatto che sono bastati pochi documenti per mettere a tacere questi cortigiani di professione e far emergere, con chiarezza, le falsità che avevano scritto sul prete di CL per conto di Prosperi. 

Si tratta dei soliti mistificatori, che deformano la realtà per ingannare i lettori, i quali peraltro trattano sempre come deficienti, come se non fossero in grado di accorgersi di nulla. Nulla di nuovo sotto il sole. Che cosa rivela questa vicenda? Rivela che chi, in incontri anch’essi registrati, afferma che “è tutto vero” ciò che questi “scribacchini” scrivono per suo conto, è in realtà organicamente legato a loro. Li fa partecipare alle proprie Scuole di comunità e, con ogni evidenza, detta anche la linea di ciò che devono scrivere. Il problema è che non passa loro neppure i documenti, e infatti i loro articoli finiscono per essere clamorosamente lontani dalla realtà.

Considerato, dunque, che questi personaggi scrivono per conto di qualcuno e che, per di più, scrivono sciocchezze anche sul piano ecclesiale - perché nessuno vieta a chicchessia di esprimere la propria opinione sul referendum, mentre ben altra cosa è sostenere che non votare come indica il movimento significhi spezzarne l’unità - pubblichiamo integralmente la registrazione, dalla quale emergono ulteriori frasi e considerazioni ancora più imbarazzanti di quelle già note.






E poiché Silere non possum è letto anche dentro le mura, dove certi psico-blog non sanno neppure che cosa siano, ciascuno potrà valutare da sé la situazione e misurare lo stato reale di un movimento nel quale si consumano abusi interni molto gravi e nel quale si agisce anche in questo modo per tentare di delegittimare chi dà voce a chi non ha voce. Ricorda forse qualcuno? Sì. Ricorda esattamente ciò di cui abbiamo parlato nel podcast di oggi.

Marco Felipe Perfetti
Direttore Silere non possum

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