Città del Vaticano - La pubblicazione odierna del nuovo Statuto della Pontificia Accademia Mariana Internazionale (PAMI), accompagnata dal Rescriptum ex audientia SS.mi, aggiorna in modo rilevante l’assetto normativo dell’Accademia alla luce dello sviluppo del suo mandato e della riforma delle istituzioni curiali. Nel Rescritto, firmato dal Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, Edgar Peña Parra, si ricostruisce la genesi dell’atto: l’approvazione è stata disposta da Papa Leone XIV nell’udienza del 21 gennaio 2026; il documento è datato 23 gennaio 2026.

Il nuovo inquadramento curiale

Uno snodo centrale riguarda il coordinamento nel sistema delle Accademie pontificie. Nel quadro del 1997 questa funzione era attribuita al Pontificio Consiglio della Cultura. Lo Statuto 2026, recependo l’assetto di Praedicate Evangelium, colloca la PAMI sotto il coordinamento del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, rendendo esplicita la cornice di riferimento.

Personalità giuridica: definizioni più precise

Il testo del 2026 qualifica la PAMI come ente dotato di personalità giuridica canonica pubblica e di personalità civile vaticana. È una definizione più tecnica rispetto alla formulazione precedente e incide sulla leggibilità istituzionale dell’Accademia, soprattutto per responsabilità amministrative e regime degli atti.

Sedi e rapporto con l’Antonianum

Lo Statuto conferma la struttura “a doppio livello”: sede legale nello Stato della Città del Vaticano e sede operativa a Roma, presso il Collegio Internazionale S. Antonio in Via Merulana 124/b. La novità sta nella disciplina dei rapporti: la collaborazione operativa viene richiamata come regolata da una Convenzione. Nel Preambolo si ribadisce inoltre la continuità del legame con la Pontificia Università Antonianum tramite strumenti convenzionali.

Governo interno: Consiglio più ampio e rappresentanza globale

Cambia la composizione degli organi. Il Consiglio viene rafforzato: oltre a Presidente, Segretario ed Economo, entra il Direttore dell’Ufficio per la promozione e lo sviluppo e sono previsti 7 membri eletti tra i soci ordinari. Per i consiglieri eletti è indicato un criterio di equilibrio: rappresentare le diverse aree geografiche e fungere da raccordo con le Società mariologiche nazionali. Aumenta anche la frequenza minima delle riunioni: convocazione almeno due volte l’anno.

Nomine e procedure: cresce il ruolo della Segreteria di Stato

Il Presidente resta nominato dal Romano Pontefice per cinque anni rinnovabili, con candidatura proposta dal Ministro Generale OFM dopo un percorso consultivo che coinvolge un Visitatore e il parere del Consiglio. Per Segretario ed Economo compare un passaggio nuovo: la nomina da parte del Ministro Generale richiede il nulla osta della Segreteria di Stato. Lo Statuto stabilisce inoltre che l’Accademia operi d’intesa con la Segreteria di Stato per il corretto funzionamento delle attività.

Congressi internazionali: filiera più formalizzata

I Congressi Mariologico-Mariani Internazionali restano una funzione cardine, con un iter più definito: parere del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, poi trasmissione di tema e programma alla Segreteria di Stato per l’approvazione del Papa. È prevista anche la richiesta, tramite Segreteria di Stato, della nomina dell’Inviato speciale del Pontefice che presiede il Congresso.

Soci: numeri, nuove categorie e apertura

Il numero massimo dei soci ordinari passa da 80 a 90 e viene meno il vincolo territoriale Roma/Lazio presente nel 1997. Compare la categoria dei soci emeriti (passaggio al compimento dei 75 anni). Lo Statuto amplia inoltre l’orizzonte della membership: prevede la cooptazione di personalità di rilievo anche tra non credenti, include persone di altre religioni e culture, e consente l’adesione di Istituzioni tramite i loro rappresentanti legali.

Economia e controlli: revisione vaticana e iter centralizzato

Sul piano contabile viene introdotto un Revisore dei conti nominato dalla Segreteria per l’Economia, con compiti di vigilanza e possibilità di ispezione. I bilanci seguono un iter verso gli organi competenti fino all’approvazione definitiva del Consiglio per l’Economia. Il testo disciplina anche il regime degli incarichi: gli officiali accettano il servizio a titolo gratuito, senza pretese economiche.

Una PAMI più “di rete” e più regolata

Nel complesso, lo Statuto 2026 consolida la dimensione internazionale della PAMI e ne rafforza l’integrazione nel sistema curiale: coordinamento dicasteriale, procedure con la Segreteria di Stato, controlli economici strutturati, strumenti di relazioni istituzionali e una missione descritta in chiave più ampia tra mariologia, culture, comunicazione e vita ecclesiale.

p.L.V.
Silere non possum